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Alla scoperta di Siena

Cor magis tibi Sena pandit.
Siena ti apre un cuore più grande (della porta che stai attraversando)

Siena si vede sin da lontano risplendere perfetta nel suo equilibrio medievale. I tre colli su cui siede si stagliano in un panorama campestre idilliaco, nel quale i confini dell’antico centro sfumano come un tempo in una campagna che a tratti sembra ancora quella ritratta nell’Allegoria del Buon Governo dipinta da Ambrogio Lorenzetti nelle stanze del Palazzo Pubblico. Siena, intatta per secoli, si mostra oggi in buona misura come appariva nel 1300, la conservazione di un patrimonio architettonico medievale unico e coerente è una delle ragioni principali per visitare una città splendida.

L’epoca di massimo splendore della città, coinciso con l’affermarsi di Siena come rivale di Firenze, venne raggiunta in pieno Medioevo, un periodo che ha visto la città, al culmine della sua evoluzione storico-economica, prendere l’attuale forma:
nel corso di pochi decenni vennero eretti lo splendido Palazzo Comunale con l’altissima Torre del Mangia, venne lastricata la bellissima Piazza del Campo con le nervature di travertino a disegnarne la caratteristica forma a conchiglia e venne eretto il famosissimo Duomo, che i senesi intendevano addirittura ampliare, progetto che venne definitivamente accantonato (ma di cui sono ben visibili le tracce in Piazza Jacopo della Quercia, dove sono riconoscibili le colonne di quelle che sarebbero dovute essere le nuove navate e il “facciatone”) a causa dell’epidemia di peste nera che sconvolse la città nel 1348.

L’atmosfera unica che si respira a Siena, città dove ogni pietra è rimasta immutata nei secoli, si deve proprio a questo tramandarsi gelosamente le misteriose e spettacolari usanze dei padri, la cui manifestazione più eclatante si può vedere per due volte l’anno nelle campali giornate del Palio. Il Palio non è una manifestazione riesumata ed organizzata a scopo turistico: è la vita del popolo senese nel tempo e nei diversi suoi aspetti e sentimenti. Esso ha origini remote, con alcuni regolamenti ancor oggi validi dal 1633, anno in cui è documentato con certezza che venne corso il primo Palio con i cavalli, così come ancora avviene, in continuità mai interrotta (ad eccezione del periodo delle due guerre mondiali del XX° secolo).

In un mondo in cui i rapporti interpersonali si fanno sempre più difficili, in una società in cui cadono ad uno ad uno i miti e le certezze, a Siena la Contrada rimane.

Daniele Magrini

Tra le tante tradizioni di questa antichissima città di origine etrusca non si può dimenticare la cucina, è possibile gustarla al ristorante dove arrivano in tavola i pici fatti a mano, e le bistecche di carne chianina. Per lo shopping ci sono cacio pecorino, olio extravergine e salumi saporitissimi, soprattutto il prosciutto di cinta senese, il maiale medioevale che, ancora oggi, alleviamo nei boschi.

Per i golosi ci sono panforte, ricciarelli e cavallucci appena usciti dal forno. Hanno un meraviglioso odore di spezie e vi raccontano la storia di una città antica, nobile e appassionata.

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